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Storia dei vetri veneziani e di Murano

Si ritiene l'arte veneziana del vetro provenga direttamente da quella romana dell'Alto Adriatico e, comunque, il vero e proprio sviluppo si ebbe nel medioevo.I vetrai veneziani cominciarono a praticare quest'arte ereditando l'uso del vetro sodico dagli orientali. Tale composizione si adatta a lavorazioni a caldo e in questo si distinsero per il gusto estetico e l'uso di più colorazioni. La capacità estetica per i veneziani è fondata sull'intuizione che il vetro sia un materiale estremamente malleabile e quindi adatto ad essere soffiato e modellato allo stato incandescente, ma capace di mantenere le stesse caratteristiche cromatiche anche nel prodotto finito. Questo differisce dalla tradizione nordica, che sostiene che il vetro sia l'equivalente della pietra dura e quindi che l'abilità risieda nel valorizzare gli oggetti attraverso il taglio. I primi documenti che ci giungono sull'arte vetraria veneziana risalgono all'anno 982 d.C., anno in cui compare il nome di un artigiano vetraio a Venezia.

Già apprezzati ed esportati nel Medioevo, i vetri di Murano divennero nel Rinascimento un prodotto richiestissimo dalle classi sociali più elevate d’Europa, a partire dall’invenzione del cristallo e di altre preziose qualità di vetro nel 1450 circa.

Gli artisti del vetro sono sempre stati contattati fin dal Rinascimento per portare nelle corti e nelle botteghe la loro abilità, tanto da diventare maestri. Infatti, per questa ragione, a Murano si attivò una scuola del vetro che avviava i giovani a questo mestiere

La lavorazione a caldo e la decorazione raggiunse in breve tempo un eccezionale livello di raffinatezza, le forme si adeguarono all’aulica eleganza del Rinascimento italiano.
Nel periodo barocco la stravaganza dominò la produzione ma determinò anche la ricerca di nuovi effetti nel vetro e di nuovi modelli. Nel XVIII secolo però le novità furono veramente ecclatanti, i lampadari, i centri da tavola figurativi, i lattimi decorati a smalto non sfiguravano accanto ai bellissimi mobili del Settecento veneziano, e questo in un’epoca in cui Venezia viveva in una profonda crisi e si avviava verso la caduta della sua Repubblica.
Dopo la fine della Repubblica di San Marco nel 1797, la rinascita della vetraria veneziana si verificò nella seconda metà del XIX secolo ed i vetrai che vi furono coinvolti fondarono poi vetrerie che oggi godono di notevole prestigio ma soprattutto elaborarono delle tecniche che sono alla base della vetraria moderna.
La vetraria modema è decollata nel primo decennio del XX secolo e molto presto, dagli anni venti, è iniziata la collaborazione di noti designer con le vetrerie. Oggi la vetraria muranese è probabilmente la tradizione artigianale italiana più aggiornata, più legata al mondo dell’arte e del design e nel contempo più rispettosa della manualità tipica dell’artigianato.

(Da Wikipedia e Promovetro.com)